L’ansia è una risposta del nostro organismo di fronte a una situazione percepita come minacciosa, incerta o difficile da affrontare.
Non sempre, però, esiste un pericolo concreto e immediato. A volte l’ansia nasce dalla paura di ciò che potrebbe accadere: un esame, un colloquio di lavoro, una situazione sociale, una decisione importante, un cambiamento o una possibile difficoltà futura.
La mente può iniziare così ad anticipare continuamente gli scenari possibili:
“E se succedesse qualcosa?”
“E se non fossi all’altezza?”
“E se facessi una brutta figura?”
“E se non riuscissi a gestire questa situazione?”
Quando questo meccanismo diventa persistente, può essere molto faticoso interrompere il flusso delle preoccupazioni.
L’ansia non riguarda soltanto i pensieri. Può coinvolgere contemporaneamente corpo, emozioni e comportamenti.
Tra le manifestazioni più frequenti possono esserci:
Non tutte le persone sperimentano gli stessi sintomi e la presenza di uno o più di questi segnali non significa necessariamente avere un disturbo d’ansia.
Ciò che può essere importante osservare è quanto l’ansia interferisca con la propria vita e con il proprio benessere.
Provare ansia prima di un esame, di un colloquio di lavoro o di una situazione importante è normale.
Può essere utile chiedersi, invece, se l’ansia:
A volte il problema non è soltanto la presenza dell’ansia, ma il modo in cui si cerca di gestirla.
Per esempio, evitare una situazione che ci spaventa può dare un sollievo immediato. Nel tempo, però, l’evitamento può rafforzare l’idea che quella situazione sia realmente pericolosa e aumentare ulteriormente la paura.
Si può così creare un circolo:
ansia → evitamento → sollievo momentaneo → maggiore paura → nuova ansia.
Comprendere questi meccanismi può essere un primo passo per iniziare a modificarli.
Una caratteristica frequente dell’ansia è la tendenza a cercare continuamente di prevedere e controllare ciò che potrebbe succedere.
La mente cerca risposte, rassicurazioni e certezze:
“Ho fatto tutto bene?”
“E se avessi sbagliato?”
“Come posso essere sicuro che non succederà?”
Il problema è che non possiamo prevedere o controllare completamente il futuro.
Un percorso psicologico può aiutare a riconoscere questi schemi di pensiero, comprendere cosa li alimenta e sviluppare un rapporto diverso con l’incertezza, con le proprie emozioni e con le situazioni percepite come minacciose.
L’ansia può manifestarsi anche quando sentiamo di essere continuamente sotto esame o quando attribuiamo un valore molto elevato ai risultati che dobbiamo raggiungere.
Può riguardare lo studio, il lavoro, lo sport, parlare davanti ad altre persone o anche la sfera personale e relazionale.
La paura di sbagliare, il perfezionismo, il timore del giudizio e la sensazione di non essere abbastanza possono alimentare un circolo di preoccupazione, autocritica ed evitamento.
Ho approfondito questo tema nell’articolo “Paura di fallire? Comprendere e superare l’ansia da prestazione”, dedicato proprio ai meccanismi dell’ansia da prestazione e ad alcune strategie per affrontarla.
Chiedere aiuto non significa necessariamente che l’ansia debba essere eliminata completamente.
L’obiettivo può essere piuttosto quello di comprendere che cosa sta succedendo, riconoscere i meccanismi che mantengono il disagio e imparare a gestire in modo diverso pensieri, emozioni e comportamenti.
Durante il percorso psicologico è possibile lavorare, in base alle esigenze della persona, su aspetti come:
Ogni percorso viene costruito a partire dalla storia e dalle caratteristiche della persona, perché l’ansia può avere significati e manifestazioni differenti.
Se senti che l’ansia sta diventando difficile da gestire e sta condizionando il tuo quotidiano, può essere utile parlarne con una professionista.
Sono Erika Zambelli, psicologa, e ricevo a Lecco. Attraverso un percorso di sostegno psicologico possiamo approfondire ciò che stai vivendo, comprendere i meccanismi alla base della tua difficoltà e individuare insieme modalità più funzionali per affrontarla.
Non è necessario aspettare che il disagio diventi insostenibile per chiedere aiuto.
Un primo colloquio può essere uno spazio per raccontare ciò che sta succedendo e capire insieme se e come intraprendere un percorso.
Stai vivendo un periodo di forte ansia?
Contattami per fissare un primo colloquio.
Puoi scrivermi a info@psicologazambelli.it oppure contattarmi al 379 210 3383